poesie e parole

In una stessa vita - separate tra loro da eventi che restano misteriosi - tante, multiformi, inaspettate e irripetibili  esistenze - il caos e il caso ci concedono- offrendoci in cambio altrettante numerose e diverse morti

(Roberta Franchi-Vite separate)

Le  parole ricuciono, ricompongono i nostri spazi lacerati o strappati. Ma il rammendo, per quanto perfetto, è lì a dimostrazione di una fenditura, a ricordare ciò che siamo stati ed inevitabilmente siamo diventati

( da Rammendi  di Rossella Marzocchi- 2008)

 

GESTI PRECISI

Amo i gesti precisi.

Chi pratica il volteggio perfetto attorno all’altro,

alla giusta distanza - per non farlo cadere.

Chi ricorda i minimi gesti e le uguali parole.

Chi -per non svegliarti- sa arrestare il battito del cuore.

Chi senza alcuna distrazione ti ascolta con attenzione.

Il rumore silente della mente,

che contempla l’oggetto per ciò che è esattamente,

il suono dei suoi movimenti interiori,

che scandisce il ritmo di un tempo altrimenti inesistente,

il congegno che assembla i pezzi,

e concede al sentire di avere voce,

di annunciarsi e danzare alla luce.     

 

   Roberta Franchi "Vite Separate"

TADASANA

Come una montagna.Sto.

Immobile e muta

annuso le Nubi Viandanti - Prana-

che mi portano al Mare - Lontana -

 

La Stagione delle Piogge - Goccia dopo Goccia -

dei Confini della Mente - Paura Latente-

ha spezzato i rigidi argini -

straripandomi inattesa.

 

Poi la Neve.

Mesi di Sonno e Silenzio.

Mentre Scoiattoli Ballerini

tracciano -Leggeri - rotte tra i pensieri.

 

E' Pasqua. E sta tornando - atteso - il tiepido Sole -

ad allungare le Ore

 illuminare i sentieri

e tra le Pietre - Fieri - i primi rododendri.

 

Come una Montagna sto.

Immobile.E Muto.

Solamente Esisto.

E sono.

                                                                  Roberta Franchi "Vite Separate"

IL CAMPO INCOLTO

Ho lasciato il campo incolto

-raccolto dopo raccolto-

 

dove crebbero Messi

ora vivono arbusti

crespini trifogli e cisti rossi

 

 intensi profumi - e colore

non più - sotto il sole-

del grano dall’aureo bagliore

 

ora nascono papaveri

e piccoli insetti laboriosi

danzano tra petali e pistilli –guerrieri valorosi-

 

il Volo basso delle rondini

presagisce altre piogge in arrivo

a dissetare la Terra

dalla’eterna sete di Libertà

 

ho lasciato il campo incolto

stanco dei suoi figli strappati

della sua terra stuprata

 

Nuova Vita

senza  solchi degli aratri

senza buchi per le sementi

senza mani a sradicarne i frutti.

 

Nuova vita -  sotto lo Stesso Sole -

di zampette impollinate e piccole ali

sfrigolanti  frettolose

perché la primavera è breve

e l’alveare in fermento

 

Ho lasciato il campo incolto

- in questo anno di riposo-

senza pensare ai raccolti

senza pensare alle messi

 

cullata dal profumo dell’erba medica

e dal calpestio di piccoli roditori notturni

usciti con la Luna a rinfrescarsi di rugiada.

   Roberta Franchi "Vite Separate"

 

 

Che l’Amore è tutto ciò che c’è

è quanto ci è dato sapere dell’Amore

È abbastanza il carico in Teoria

Proporzionale al solco

Emily Dickinson

 

 ISTANTE PERFETTO

 

Se ti è dato un giorno perfetto, non chiederne altri.

Se ti è data un’ora perfetta, non chiedere un giorno.

Se ti è dato un istante perfetto, non chiedere un’ora.

 

Anche un’istante solo può riempirti la vita:

in quell’istante tutta la vivrai.

Dopo non basteranno le ore, i giorni, gli anni,

forse neppure l’eternità

a contenere la tua gratitudine.

                                              

 

SENSO D’ALI

 

Amore

è questo senso d’ali: averle, aprirle,

fendere il petto con un elemento ignoto finora – e ad un tratto divenuto patria.

 

come sono lontani il guscio e il bozzolo

a cui credemmo di appartenere, il buio

dove crescemmo, e dove non faremo mai più ritorno!

 

                   Lieta o dolorosa

che sia la nostra ultima sorte, ormai

siamo per sempre segnati dal cielo.

 

                                                                          

Inno alla gioia 1983 -Margherita Guidacci

 

 

Una sedia non sa

il Peso di una Vita-

tu vivi in sfere trasparenti

che la mente avvolge di un Silenzio senza pace-

di te non so la Gravità-

ma come d’un uccello

che veloce fende l’aria e scompare alla vista-

la Leggerezza

 

 

( A mia Madre- Rossella Marzocchi)

 

E se non puoi la vita che desideri

Cerca almeno questo

Per quanto sta in te: non sciuparla

Nel troppo commercio con la gente

Con troppe parole e un via vai frenetico.

 

Non sciuparla portandola in giro

In balia del quotidiano

Gioco balordo degli incontri e degli inviti,

fino a farne una stucchevole estranea

 

                                           Cinquantacinque poesie 1963 - Costantinos Kavafis

 

Se alla Fine,

sull'Orlo del Trapasso,

capissi-

l' intimita' di questi Abissi,

riordinassi-

questo Caos che mi sconquassa,

ritrovassi-

i rottami vicini e lontani,

allora, del Termine mio ultimo ,

sarei Pioniere che ne setaccia l’Esito.

Ma come Nascita,

anche Tu, Morte, senza Verita'.

 

 

 

 

Osanno la Decadenza

di Colui che brancola nel presente

- Detrito alla Deriva-

Fatti di cosa siamo

se non di Spoglie.

Giungere Altrove,

vestita di cenci,

avanzi di me nelle mani di ognuno,

Memoria di un passato Passaggio,

persino non presunto e senza volere

assunto – forse - da un Passante

un'altra Anima errante

ed Ora- mio Custode.

 

Vite separate 2008-Roberta Franchi

 

Paradossi

 

Paradossi

…e allora si muore.

perchè ci si impegna

troppo in cose poco importanti,

quelle vitali passano in secondo piano.

E quando troppi

calpestano i nostri tappeti,

non ricordiamo chi li ha intessuti.

E quell’angoscia passeggera

che non conosce un perché

subito è rubata da un discorso

che ne spiega molti altri.

E l’illusione arriva,

di capire molte cose.

Ma quella che conta…

Basta non pensarla.

Paradossi.

…e allora si muore.

 

                                               Delicati squilibri 2001- Maria Grazia De Bernardi

 

Si sta come

d’autunno

sugli alberi

le foglie

 

                                               Giuseppe Ungaretti –Vita d’un uomo

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