progetto "ritrova te stessa"

Ritrovarsi dopo l’operazione al seno

  Dopo una operazione al seno la vita non è più la stessa. Solo chi ci è passato lo sa. Non è così comprensibile come tutti pensano: questo fa sentire spesso alla donna un senso di solitudine e di paura. E' un evento che , come ogni evento doloroso, lascia un segno sia fisico sia psicologico.E' un evento che va affrontato con delicatezza e dolcezza, e con molta umiltà da parte di chi opera nel settore del movimento e del benessere fisicio mirato alla salute.

Si perchè salute,  deriva da SALUS, che era la divinità che impersonificava l'essere sani, la prosperità e la felicità. Già perchè essere in salute ed essere felici sono  due situazioni molto legate tra loro, ma non sono la stessa cosa. Essere sani non basta ad essere felici.

   Il Progetto Ritrova Te Stessa si prefigge di collaborare con donne che hanno vissuto l’ esperienza della mastectomia per di aiutarle a superare quest'evento doloroso e traumatco  attraverso un 'movimento interno' , non solo esterno, che le sostenga in questo processo non di guarigione, ma di trasformazione , di passaggio.

Un'attività fisica con lo scopo di: 

  • contribuire col lavoro di gruppo all'apertura;
  • avere cura della persona e delle conseguenze psico-fisio-emotive dell'intervento;
  • incoraggiarla alla ripresa dell'attività fisica e della socializzazione
  • consigliarla ad avere fiducia nelle persone care che più le sono vicine;
  • contribuire col gruppo al sostegno e al confronto con altre persone che hanno avuto la stessa la stessa esperienza
  • Scaricarsi e caricarsi attraverso il movimento 
  • Aiutarla con appropriati esercizi a recuperare il proprio schema corporeo e la relazione intima con se stessa ed il mondo di relazione

 Ognuno di noi è anche e soprattutto il proprio corpo.Il nostro corpo è la nostra casa. Per abitarlo è necessario sentirsi a proprio agio con esso ed il movimento diventa un mezzo imprescindibile in questo persorso.

RECUPERARE IL PROPRIO CORPO

Quando  subisce un operazione importante sia dal punto di vista fisico che mentale il rapporto tra la donna ed il proprio corpo cambia e cambia anche quello tra il proprio corpo-persona ed il mondo esterno.

Per sentirsi bene non basta sapere che il proprio seno è guarito.

Il trattamento e le cure fanno soffrire la Persona tutta  non solo nel corpo: combiata la sensibilità cinestesica e  muta anche la sensibilità intima che corrisponde al senso della vita e che la rappresenta attraverso la propria corporeità e sessualità.

Si sono modificate le modalità con cui la donna perata si percepisce. Dopo un così difficile interventonon ha più la stessa immagine corpoerea che ha di sè. Questa immagine,intesa come unità corporea e tridimensionale che ciascuna ha di se stessa, non corrisponde più al quello che il suo corpo le dice di Lei.

Quello che è non corrisponde a quello che era né a quello che sarà.

L'intervento porta a una trasformazione, a comprendere aspetti si sè che non si conoscevano, comprese paure e insicurezze. Ma apre anche a forze sconosciute, a strade nuove, a parti di sè che lasciano stupite e meravigliate per la loro forza interiore.

Serve giungere una nuova e più ampia rappresentazione di se stesse, un percorso che le aiuterà a conoscersi, o meglio, ri-conoscersi, un percorso meraviglioso che  aprirà loro  nuove porte , frontiere e orizzonti.

Un itinerario intimo che  farà oltrepassare i limiti anatomici del proprio corpo facendo dire “ io sono là non solo dove arriva il mio tatto, ma anche la mia voce, fin dove penetra il mio sguardo.E così: tu sei lì non solo dove posso toccarti, ma dove avverto il tuo respiro e comunque la tua presenza.”

Recupero della sessualità

La sessualità è il nostro modo di porci nel mondo secondo Merleau Ponty, famoso filosofo Francese esistenzialista.

Ma non bisogna confondere il sesso con la sessualità. Mentre il primo è qualcosa di organico, la seconda è il modo di organizzare la propria presenza nel mondo. La sessualità non è un’infrastruttura fisiologica, ma una dimensione che attraversa da parte a parte l’esistenza.

Spesso con la malattia, ogni malattia,il dolore blocca la sessualità, la contrae chiudendo la persona al mondo e facendo del  suo corpo “ il nascondiglio della vita”; solo allora ci si accorge che relazione profonda c’è tra sessualità ed esistenza e che la sessualità non è carne, ma desiderio, che non tende al sesso fine a se stesso, ma all’incontro con l’altro perché solo sentendosi oggetto di desiderio e desiderando si scopre di  essere e vivere a pieno.

Con la malattia, l’intervento al seno, le cure, l’attenzione è continuamente rivolta all’interno, a se stesse, ma paradossalmente si sposta lentamente da sè fino a cambiare la percezione dello spazio interno ed esterno e la postura della persona.

Cambia il modo di respirare, di muovere le braccia, di camminare, di lavorare,  di porsi nei confronti di cose e persone.

Questo Progetto cerca di condurre colei che ha subito un’operazione al seno, a sperimentarsi attraverso l’esplorazione, la sensibilizzazione e l’ascolto del proprio corpo fino a ritrovarsi e riprendere conoscenza di sé stessa e della propria immagine.

E' un percorso che ogni Donna dovrebbe intraprendere, indipendentemente con l'incontro con la malattia.

Attraverso movimenti semplici, facili da imparare ed eseguiti sia in palestra che a casa con il solo ausilio di un materassino ed una parete si potrà:

  • prendere coscienza delle proprie tensioni croniche, presenti ma inconsapevoli; risvegliare la respirazione e imparare a controllarla;
  • restituire alle braccia mobilità, forza e controllo;
  • restituire al bacino ed alla schiena funzione e vitalità;
  • liberare il corpo da emozioni negative acquisite come: ansia, paura, rabbia, senso di abbandono e solitudine;
  • rendere il torace elastico e forte per accompagnare in modo elastico la respirazione;
  • ridare alle anche, ginocchia e schiena la mobilità e sinuosità delle curve naturali;
  • ridare alle anche, ginocchia e schiena la sinuosità e le curve naturali

 

Dopo mesi o anni di malattia il corpo si risveglierà lentamente secondo i suoi ritmi, nutrito dall’entusiasmo  che viene dal/nel muoversi, che spinge a scoprire, eslporare, andare avanti con energia e forza vitale        

IMPARARE A RILASSARSI 

Dopo un intervento al seno, la prima funzione che si  modifiaca, è il  modo di respirare.Sempre quando si subisce un trauma interno od esterno, la respirazione di modifica e modella sulla forma di quell'evento.Questo perche  il respiro è
il ritmo che vibra il tempo del nostro esistere, come il battito del nostro cuore.E' dunque importante recuperare la “giusta respirazione”, con esercizi che aiutano a percepe come si respira e liberare il  diaframma, che è spesso bloccato in inspirazione (paura di respirare, degli altri, di far accedere il mondo) o in espirazione (difesa di sé rispetto alla propria sofferenza, timore che l’esterno non accetti l’interno, che le proprie e-mozioni, il nostro viscerale, non siano “giuste” e vengano giudicate male).Per influire positivamente sulla respirazione bisogna imparare a conoscerla e regolarla in modo da renderla, senza sforzo né tensione, più ampia possibile. Tante sono le tecniche che rendono questo possibile:

Training autogeno

Yoga e Pranayama

Massoterapia

Respirazione

Ginnastica dolce

Esercizi secondo Feldenkrais

CORREGGERE LA POSTURA

E' fondamentale il lavoro sulla riorganizzazione posturale corporea che consente di abbandonare i movimenti di difesa e compensazione orientandosi a nuovi schemi più efficienti e funzionali e soprattutto più espressivi.

Il riequilibrio posturalela donna consente di ritrovare movimenti più consoni ed adatti alla propria struttura, ripulendoli da quello strato di movimenti indotti dalla paura o dalle tensioni muscolari acquisite per contrastare il dolore.

Ciò comprende esercizi che regolano il ritmo respiratorio, la coordinazione degli occhi e della testa, l’armonia del movimento delle braccia e delle gambe, la percezione corretta della parete addominale.

Un movimento che fa apprendere e conoscere sviluppando senzazioni nuove ed emozioni dimenticate  attraverso:

Riduzione delle tensioni muscolari

Rilassamento

Miglioramento della respirazione

Mobilizzazione delle articolazioni

Mobilizzazione delle vertebre

Affinamento del senso cinestesico

Miglioramento dell’immagine corporea ( autoimmagine)

Stimolazione del sistema nervoso

Creazione di nuovi schemi di movimento

Miglioramento della postura statica e dinamica

Questi obiettivi sono perseguiti rispettando  la componente olistica della persona ed attraverso plurime e multilaterali tecniche di Rieducazione Dinamica Posturale

Stetching Globale Attivo secondo Metodo Souchard

Massoterapia e  Kinesiologia rieducativa

Rieducazione alla percezione e propriocezione

Rieducazione Posturale  secondo la scuola francese ( Mezières, Tre  squadre, Bricot)

Esercizi Kabat ed esercizi PNF secondo Monari

Esercizi ginecologici metodo Cohen

Yoga

NUOTO

Un particolare vantaggio l'abbiamo osservato nella pratica del nuoto. L'attività di movimento con esercizi adeguati è una delle migliori terapie. Nel nuoto si sviluppa la funzione respiratoria,la circolazione si svolge più agevolmente grazie alla posizione orizzontale ed al massaggio effettuato dall'acqua. I movimenti sono favoriti dall'assenza di peso. L’elemento acqua è un po’ un ritorno al grembo materno. L’acqua accoglie  e sostiene senza gravare.. E’ leggera con il nostro corpo e gentile con la nostra mente. E’ divertente e sorridere aiuta a guarire.

Idrokinesiterapia

Acquantalgica per la schiena

Pilates in acqua

 

Progetto nel progetto

Una giornata che Riattiva

in collaborazione con  az. Agrituristica

presso: agriturismo con piscina Toscana Colline Senesi

 

9.30 arrivo ed accoglienza oncologo, osteopata, naturopata.

10:00 Shiatsu e  riflessologia plantare

11.00 Lezione  in acqua di pilates ( water pilates)

12.00 Attività teatrale di drammatizzazione

13.00 Pranzo macrobiotico

13.30 Lezione di dietetica alimentare integrata con la naturopatia

15.30 Lezione di yoga metodo cohen o trekking e passeggiata

17.00  Le creme naturali: come farsele

18.30  training autogeno, meditazione  e pranayama

 19.00 saluti ( ANUSARA yoga)

 

Esercizio fisico e tumore al seno

Esercizio riabilitante


Fare attività fisica contribuisce a prevenire gran parte o tutte le patologie oggi d’attualità, o aiuta a tenerle sotto controllo. Ma l’esercizio può essere altrettanto utile per la riabilitazione e anche in presenza di terapie debilitanti, ottenendo benefici che sono sia fisici sia psicologici e relativi alla qualità di vita. Caso tipico i tumori: un esempio è quello del cancro della mammella, nel quale si sono raggiunti notevoli progressi grazie alla diagnosi precoce e all’evoluzione dei trattamenti, che hanno però in genere un impatto pesante per la donna. I programmi riabilitativi oncologici spesso sono centrati sulle ripercussioni psicologiche ma le conseguenze dei trattamenti sono anche d’altra natura, come spossatezza, minori capacità funzionali, aumento di peso. Buona parte dei problemi che influiscono sulla qualità di vita può invece giovarsi di adeguati programmi di esercizi: per il cancro della mammella una conferma giunge da un trial britannico su pazienti in stadio precoce di malattia, sottoposte a uno specifico protocollo di esercizi durante il periodo del trattamento.

Attività di gruppo


Molte donne riducono drasticamente il livello di attività fisica una volta ricevuta la diagnosi di tumore mammario ed esso rimane scarso anche dopo che si è completata la terapia: ci sono invece dati che indicano un dimezzamento del rischio di mortalità tra le malate che dopo la diagnosi si mantengono regolarmente attive rispetto alle inattive; altri mostrano benefici rispetto a funzionalità fisica e cardiorespiratoria, astenia, qualità di vita. Per gli ultimi due aspetti una recente review Cochrane non aveva però evidenziato miglioramenti significativi per gli esercizi nel periodo del trattamento: e sono gli effetti in questa fase che hanno voluto ora verificare i ricercatori. Le 203 malate di cancro in stadio 0-III arruolate nel trial sono state divise in gruppo controllo e gruppo con aggiunta per 12 settimane di esercizi sia di gruppo sia eseguiti al domicilio, da camminare a pedalare, da aerobica a bassa intensità a rafforzamento muscolare, con un successivo programma individuale di mantenimento. Gli effetti sono stati monitorati a dodici settimane e a sei mesi (177 hanno completato il follow-up) con questionari di valutazione funzionale della terapia anticancro (FACT), secondo scale che misurano la qualità di vita generale (FACT-G) e nei quattro aspetti fisico, funzionale, sociale ed emotivo, si sono poi usate sottoscale specifiche per il cancro mammario (FACT-B), oltre che per l’astenia e altri sintomi.

Effetti sul breve e lungo periodo


Considerati diversi fattori, a 12 settimane le stime degli effetti dell’intervento (interventi meno controlli) sono state di 129 per i metri percorsi in 12 minuti, 182 per i minuti di attività fisica moderata settimanale, 2,6 per la mobilità della spalla, inoltre di 4 per l’umore positivo; non era significativo invece l’effetto per la FACT-G, né per l’astenia o la riduzione della depressione. A sei mesi la maggior parte di questi benefici si sono mantenuti ed è emerso l’effetto per la qualità di vita specificamente nel tumore mammario (FACT-B). In sostanza gli esercizi, eseguiti in gruppo o individualmente, hanno prodotto benefici fisici e psicoemotivi, sia sul breve sia sul lungo periodo. Questo in pratica suggerisce, si conclude, che i medici dovrebbero incoraggiare l’attività fisica per le malate di tumore della mammella. Da un lato opportunità per gli esercizi andrebbero previste nei servizi di riabilitazione oncologica, come per la riabilitazione cardiologica; dall’altro andrebbero valutati programmi eseguibili al domicilio, per le donne che non possono raggiungere i centri per gli esercizi di gruppo.

AIOM News

Non è un'attività fisica qualunque, ma precisamente il sollevamento di pesi a mano libera o con l'uso delle apposite macchine da palestra che sembra giovare notevolmente all'umore delle donne colpite da tumore del seno. A rivelare un dato psicologico che può apparire a prima vista scontato, ma che i ricercatori difendono quale il primo basato su dati scientifici, è un nuovo studio americano in via di pubblicazione sulla rivista Cancer. Ricercatori dell'Università di Pensylvania e dell'American Cancer Society hanno seguito per sei mesi consecutivi la salute di poco meno di un centinaio di donne che nei tre anni precedenti erano state curate per il tumore della mammella. Al momento dello studio tutte le donne considerate erano in buone condizioni fisiche. Le volontarie sono state divise in due gruppi, soltanto uno dei quali seguiva con un allenatore personale un regime di esercizi fisici che prevedeva il sollevamento pesi due volte a settimana. Test psicologici sulla salute mentale delle pazienti hanno rivelato successivamente che l'80% delle donne sottoposte al rigoroso regime di esercizi si sentiva in generale decisamente meglio. Migliorati, in particolare, risultavano le sensazioni di controllo sul proprio corpo, di ottimismo per il futuro e la capacità avere rapporti intimi. Il miglioramento di prospettiva sulla propria vita è risultato nel 50% delle altre donne che, pur non sollevando pesi, si allontanavano dal periodo delle cure necessarie per combattere il tumore.

 
Physical Activity During and After Cancer Treatment: An American Cancer Society Guide for Informed Choices


Should I exercise during cancer treatment and recovery?
Evidence strongly suggests that exercise is not only safe and feasible during cancer treatment, but that it can also improve physical functioning and various aspects of quality of life. Moderate exercise has been shown to improve fatigue, anxiety, and self-esteem, as well as cardiovascular fitness, muscle strength, and body composition. Persons receiving chemotherapy and radiation therapy who are already on an exercise program may need to temporarily exercise at a lower intensity and progress at a slower pace compared with persons who are not receiving cancer treatment. The principal goal should be to maintain activity as much as possible.

    Are there special precautions survivors should consider?
Particular issues for cancer survivors may affect or contraindicate their ability to exercise. Some effects of treatment may also increase the risk for exercise-related injuries and adverse effects. For example, survivors with severe anemia should delay activity until the anemia is improved; survivors with compromised immune function should avoid public gyms and other public places until their white blood cell counts return to safe levels; survivors undergoing radiation should avoid swimming pools because chlorine exposure may irritate irradiated skin. For those who were sedentary before diagnosis, low-intensity activities should be adopted and slowly advanced. For older persons and those with bone disease (due to skeletal metastases or to severe osteoporosis) or significant impairments such as arthritis or peripheral neuropathy, careful attention should be given to balance to reduce the risk for falls and injuries.

    Can regular exercise reduce the risk of cancer recurrence?
It is not known whether exercise will reduce the chances of cancer recurrence or will slow cancer growth. Nonetheless, overweight and obesity have been associated with increased incidence of many types of cancer and with risk of recurrence of some cancers, and physical activity is a key component of maintaining and achieving a healthy body weight. In addition, physical activity has a beneficial effect on preventing cardiovascular disease, diabetes, and osteoporosis. Therefore, cancer survivors should be encouraged to adopt a physically active lifestyle.

FROM: Physical Activity During and After Cancer Treatment: An American Cancer Society Guide for Informed Choices

Colleen Doyle, MS, RD, Lawrence H. Kushi, ScD, Tim Byers, MD, MPH, Kerry S. Courneya, PhD, Wendy Demark-Wahnefried, PhD, RD, LDN, Barbara Grant, MS, RD, Anne McTiernan, MD, PhD, Cheryl L. Rock, PhD, RD, Cyndi Thompson, PhD, Ted Gansler, MD, MBA, Kimberly S. Andrews for the 2006 Nutrition, Physical Activity and Cancer Survivorship Advisory Committee

Alcuni studi ed esempi:

 

Breast Cancer Patients Benefit From Yoga

 

Exercise Program Planned for Breast Cancer Chemotherapy - Study

June 5th 2006

Researchers at the University of Texas M. D. Anderson Cancer Center believe yoga, as part of a treatment plan for cancer patients, can improve the quality of life.  Lorenzo Cohen, Ph.D., associate professor and director of the Integrative Medicine Program at M. D. Anderson presented their findings at the 42nd annual meeting of the American Society of Clinical Oncology.

The research included sixty-one women with breast cancer undergoing radiation.  They were randomized and some took yoga classes twice weekly at or around the time of their radiation therapy appointments.  They created a control group that was “to be offered yoga post-treatment.” The patients ranged from Stage 0 to Stage 3.

The researchers found that after just one week of yoga and radiation, the patients reported increased physical function, as well as general health, compared to the control group.  Also, this group reported better social functioning, significantly lower levels of sleep-related daytime dysfunction, as well as marginally lower levels of fatigue overall.  There was no difference in depression or anxiety levels between the two groups. 

FROM: America medical news Today

Written by: Christian Nordqvist
Editor: Medical News Today
Copyright: Medical News Today

 

 

 

 Daily Cancer News

Exercise, Yoga Benefit Breast Cancer Survivors

According to two studies published in the Journal of Clinical Oncology, exercise—whether traditional aerobic or resistance exercise or yoga—provides important benefits to breast cancer survivors.

Though no two people will experience cancer in exactly the same way, there are common themes that arise during conversations with cancer survivors. For many, the shock of the diagnosis and the challenges of treatment and survivorship provide an opportunity to reassess priorities and to make new life choices. And among the many choices that can improve health and well-being during and after cancer treatment, regular physical activity is emerging as one of the most important.

Two recent studies provide additional information about the effects of exercise during and after breast cancer treatment. In the first study, women receiving adjuvant chemotherapy for early-stage breast cancer were assigned to participate in supervised aerobic or resistance exercise or to receive usual care.Although exercise did not significantly improve overall quality of life, it improved self-esteem, fitness, and body composition. In addition, women assigned to the resistance exercise group had higher rates of chemotherapy completion. The authors write: “Cancer care professionals should consider recommending either [aerobic exercise training] or [resistance exercise training] to breast cancer patients receiving chemotherapy.”In the second study, a multiethnic (42% African American and 31% Hispanic) group of breast cancer patients was assigned to participate in a yoga program or to receive usual care. Overall, women who participated in the yoga program experienced a smaller decline in social well-being than women who received usual care. In addition, among the women who were not currently receiving chemotherapy, yoga improved overall quality of life and mood.

Breast cancer survivors may wish to talk with their doctor about the types of exercise that are most appropriate during and after cancer treatment.

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